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fermentireggini
Il blog dei fermenti democratici reggini
politica interna
27 novembre 2008
Primarie dei giovani

La fase costituente del movimento giovanile sta giungendo a suo compimento,la scelta fatta di far passare dalle primarie questo importante appuntamento democratico,trova la nostra più completa condivisione e il nostro più vivo sostegno,questa fase politica ci ha visti ancora una volta in prima linea per creare dalle origini il progetto del Partito Democratico che vogliamo,per portare a compimento il progetto di Partito tanto voluto da Veltroni che ha come obiettivo quelli di dare spazio al mondo dei giovani.
Il mondo dei giovani,passa necessariamente e dalle scuole e dall’Università,non possiamo pertanto che essere estremamente soddisfatti del risultato raggiunto dai nostri candidati,come ad esempio il neo eletto dirigente nazionale Antonino Castorina, in questi contesti,contesti dove i lavoro dei vari militanti del gruppo politico di cui faccio parte ha portato i propri frutti.
L’idea di Partito che abbiamo è quella di un partito unito,il momento elettorale per noi giovani è terminato,ora partirà la fase del tesseramento,altrettanto importante quanto fondamentale per la nascita e lo sviluppo del Partito,perché il partito sta prendendo forma,si sta organizzando e strutturando e noi siamo parte attiva di tutto ciò,noi fin da subito abbiamo creduto nella scommessa lanciata da Rutelli e Fassino che hanno deciso di sciogliere i due massimi partiti del centro sinistra per creare un “unicum” e nel breve periodo se si prosegue in un percorso unitario di condivisione si vedranno enormi risultati.
Dal sud partirà questa ondata di rinnovamento,dal sud daremo un segnale forte di unità e condivisione per un centro sinistra che vuole diventare al più presto forza di governo.

Filippo Surace
Giovani Democratici Riformisti “I Care”
Consigliere degli Studenti “Università Mediterranea”


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POLITICA
16 ottobre 2008
PD Primarie Giovanili
Le primarie giovanili, inizialmente fissate per il 17 e 18 ottobre e, successivamente, rinviate al mese di novembre, costituiscono un’occasione storica per la politica italiana ed in particolare per il centro sinistra in quanto hanno come protagonisti giovani e giovanissimi. Infatti, per la prima volta, saranno chiamati alle urne ragazze e ragazzi di età compresa tra i 14 e i 29 anni per eleggere i loro coetanei quali componenti dell’Assemblea Nazionale e Regionale del nascente Movimento Giovanile del Partito Democratico. La politica italiana oggi necessita di un radicale rinnovamento della sua classe dirigente e per la realizzazione di questo ambizioso progetto non può fare a meno di  riservare alle nuove generazioni una posizione di assoluto privilegio. Il Partito Democratico, nato esattamente un anno fa,lo ha fissato quale primario obbiettivo sin dal momento della sua costituzione ed oggi lo sta realizzando. Significativa è stata l’esperienza della Scuola Estiva di Politica promossa dal titolo “Globale Locale” che si è svolta a Cortona (AR) dall’ 11 al 14 settembre 2008. Eravamo oltre 700 persone e di questi, una elevatissima percentuale, al di sotto dei 30 anni. L’appuntamento di Cortona non è stato concepito quale scuola di partito in senso tradizionale ma un “festival della cultura politico-democratica”, un momento di confronto con persone provenienti prevalentemente dal mondo accademico finalizzato a leggere ed interpretare la repentina trasformazione di cui oggi la società è oggetto. A conclusione  dei lavori, il segretario nazionale Walter Veltroni, esprimendo grande soddisfazione  per la massiccia partecipazione ha annunciato che la Scuola Estiva  diventerà un appuntamento da ripetere ogni anno quale inizio di un percorso di formazione politica democratica. Questo a testimonianza della particolare sensibilità del Segretario nei confronti dei giovani fino ad elevarli al ruolo di fondatori di una grande forza democratica  riformista di cui il nostro paese ha vitale necessità. Altra tappa fondamentale è il radicamento del partito sul territorio attraverso la costituzione di circoli che, consentendo una partecipazione allargata, sono di fatto eletti a luoghi di confronto e di coinvolgimento dei  cittadini così da renderli partecipi alla vita politica. Guardiamo a questo appuntamento con l’ottimismo della speranza ma soprattutto con  la determinazione e l’impegno che la circostanza impone.


Fabio Colica
Giovani Democratici Polistena (RC)

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POLITICA
23 settembre 2008
Comitato Promotore Regionale
Il Comitato Nazionale promotore delle elezioni primarie dei giovani democratici nella riunione del 19 settembre, secondo quanto previsto dall'art. 3 del regolamento nazionale approvato dal Coordinamento Nazionale del Partito Democratico, ha approvato all'unanimità dei presenti i comitati promotore regionali.
 
CPR CALABRIA


E' STATO UFFICIALIZZATO IL COMITATO PROMOTORE REGIONALE PER LA COSTRUZIONE DEI GIOVANI DEMOCRATICI:



CALABRIA:


1. Luigi Guglielmelli

2. Giuseppe Arfuso

3. Antonio Vittimberga

4. Francesco Chiaravalle

5. Giovanni Russo

6. Antonino Castorina

7. Francesco Pirillo

8. Luigi Cacculi

9. Francesco Mirabelli
POLITICA
21 settembre 2008
Delegazione di giovani democratici a Brussels
Prosegue incessante il cammino dei giovani democratici in Calabria,volti a completare il manifesto di idee,lanciato tempo fa ed aperto al contributo di tutti.
E’appena terminato infatti,dopo il congresso dei “coraggiosi”di Montecatini,la convention di Stilo “Prepare4change e le varie iniziative svolte in Calabria per proseguire il cammino comune iniziato assieme a tanti giovani che si identificano nei valori del Partito Democratico,la visita di una delegazione reggina dei Giovani Democratici,guidata da Antonino Castorina rappresentante  della “Università Mediterranea”,Natale Pensabene ed Elisa Caccamo,consiglieri circoscrizionali del Partito Democratico nel comune di Reggio Calabria e Giovanni Crea presidente della Associazione Onlus Ius Rheginum, presso le sedi della massima assise europea a Bruxelles,ospiti dell’On. Andrea Losco,già presidente della regione Campania,oggi europarlamentare eletto nel collegio dell’Italia meridionale,aderente al gruppo ADLE.
L’incontro è stato molto proficuo,si è discusso dell’importanza del ruolo della massima assise europea,delle prospettive e del lavoro che viene svolto,della volontà di essere sempre più vicini ai cittadini.
Si discute anche di Partito Democratico,della sua collocazione europea,delle prospettive e degli obiettivi che si pone.
Gli stessi giovani democratici si ripromettono a breve di organizzare un evento a Reggio Calabria con la presenza dell’On. Andrea Losco per proseguire il percorso comune iniziato,perché come detto a Stilo, “dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo”

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POLITICA
11 settembre 2008
Il Federalismo fiscale nell’Italia delle Regioni ricche e delle Regioni povere

L’attuale progetto del federalismo, nell’accezione del federalismo fiscale, nel nostro Paese è visto, prevalentemente, attraverso l’”ideologia”, per cui, verosimilmente, non si riescono a capire i termini della questione.
La domanda di fondo a cui bisognerebbe rispondere riguarda la maggiore o minore equità che si avrà con la regionalizzazione del prelievo fiscale a scapito di quello statale e gli effetti che ne deriveranno, in un Paese caratterizzato da un notevole gap socio-economico tra Nord e Sud, riducibile solo attraverso un grande risanamento in termini occupazionali, di infrastrutture e di insediamenti produttivi.
Attuare prima di un tale indispensabile risanamento  il federalismo fiscale è molto complesso per l’enorme differenza esistente tra le Regioni (la Calabria, la più povera, ha un reddito Irpef imponibile intorno al 40% di quella più ricca, la Lombardia), pur con l’applicazione della prevista perequazione, a meno che contemporaneamente non si avvii un progetto di sviluppo del Sud e un simultaneo rivoluzionamento del modo di essere della politica locale e nazionale, ma tali eventi, purtroppo, non si intravedono all’orizzonte.
Il progetto, come sancito dalla Costituzione, garantisce i livelli essenziali dei servizi ritenuti fondamentali come sanità, assistenza, istruzione e trasporto locale sulla base non della spesa storica, cioè quella attuale, ma secondo costi standard che saranno  definiti da apposita  legge dello Stato. Il finanziamento è previsto attraverso tributi propri regionali e compartecipazioni all’Irpef ed all’Iva, con la determinazione delle aliquote prendendo in esame tre Regioni  facendo riferimento al soddisfacimento dei bisogni minimi della più povera. Tale sistema crea un surplus nelle altre due Regioni, causando ulteriori squilibri che aumenteranno nel tempo, in quanto il gettito di tributi e compartecipazioni non crescerà allo stesso modo dei bisogni e il fondo perequativo potrebbe non essere più sufficiente. Per le Regioni che con tale meccanismo non riusciranno ad essere autosufficienti interverrà il fondo perequativo. Per una soluzione equa si dovrebbe invece fare riferimento alle aliquote relative al livello minimo di autosufficienza di una sola Regione evitando così di trasferire risorse aggiuntive alle Regioni ricche e il fondo perequativo dovrebbe essere finanziato dallo Stato e non dalla compartecipazione ai tributi. Inoltre, l’ordinamento tributario dovrebbe imporre alle “imprese”, che hanno sede fuori della Regione in cui operano, di versare le imposte in base al reddito prodotto o ai consumi manifestati in quella Regione e non in base alla sede legale.
Il progetto di federalismo fiscale comunque garantisce in qualche modo alle Regioni povere la spesa sanitaria ed assistenziale che rappresenta il 75% della spesa corrente (e il 60% della spesa totale), mentre per il restante 25%, relativo a servizi non essenziali, prevede che l’attuale finanziamento statale venga sostituito da un aumento dell’addizionale Irpef perequato al 90% con un fondo orizzontale cioè finanziato dalle Regioni ricche. Tutto ciò si traduce in un costo che alcuni esperti stimano in 10 miliardi di euro che lo pagherebbero prevalentemente le Regioni povere. Infatti, rispetto alla situazione attuale le Regioni del Sud subirebbero  perdite, mentre quelle del Nord guadagnerebbero. In particolare la Calabria vedrebbe  ridotte le sue risorse pro-capite di 303 euro, mentre la Lombardia guadagnerebbe 159 euro.
Stante così la situazione sarebbe necessario che tutti i politici meridionali si attivino e nelle opportune sedi chiedano con forza idonee modifiche al progetto di federalismo fiscale al fine di evitare prima di tutto ulteriori squilibri tra le Regioni e poi rivendicare un progetto parallelo di sviluppo economico e sociale, accettando nel contempo la sfida federalista cominciando con il cambiare profondamente il modo di fare politica e attuando, in tempi molto brevi, un massiccio rinnovamento della classe dirigente sia a livello politico che amministrativo. 

Antonino Castorina
Consigliere di Amministrazione Ardis Università Mediterranea
Giovani Democratici

Memo Musolino
Consigliere di Circoscrizione Modena
Giovani Democratici

30 agosto 2008
I fermenti democratici reggini

Siamo ora mai entrati in una delle fasi principali dalla nascita del Partito Democratico, in Calabria emergono tanti fermenti democratici che vanno incanalati verso la costituzione ed il radicamento del Partito in ogni dove, il tutto per prepararci al meglio ai prossimi appuntamenti elettorali che si avvicinano inesorabilmente.
Sembra strano eppure, se da una parte c’e’ chi,proprio come richiesto da Veltroni,sta lavorando per far crescere e sviluppare il partito c’e’ chi invece evidentemente non sposa questa “modus agendi”.
Ho aderito al Partito Democratico durante le elezioni primarie ed ho avuto la fortuna di presentare la candidatura di Veltroni quando lo stesso è venuto a Reggio Calabria all’Odeon,si è parlato di rinnovamento,di cambiamento di una marcia nuova di cui l’Italia aveva bisogno, di un nuovo modo di intendere la politica;da quel giorno insieme a tanti amici,dai ragazzi del circolo”I Care” ai volontari della campagna elettorale a tanti altri che si sono a noi avvicinati,in maniera spontanea abbiamo lavorato con l’intento di dare un segnale al Partito,attraverso iniziative ed incontri,ultimo il progetto che stiamo ancora ultimando del manifesto di idee da poter presentare a tutti i livelli di partito che  ha avuto e sta avendo un successo inaspettato rispetto alle nostre previsioni.
Vogliamo farci sentire,vogliamo partecipare non come utenti passivi ma come parte costituente all’agenda politica del Pd,abbiamo avuto il piacere di partecipare al meeting di Stilo “Preapare4change”,come detto anche in quella sede siamo noi il cambiamento,e proprio per questo che ci batteremo senza se e senza ma per un Pd migliore,per un partito vivo.
Non ritengo sia necessario oggi creare delle correnti,che non escludo possano perfino essere utili all’intero Pd,ma in questa fase embrionale ,ritengo prioritario un radicamento capillare del partito che vada di pari passo con la costituzione dei vari circoli e di un movimento giovanile serio che possa dare forze nuove al partito stesso.
Certamente io lavorerò per questo,un per un partito democratico,aperto,plurale e giovane veramente,così come stabilito tra l’altro dallo statuto regionale del Partito Democratico così come sono stati da sempre gli intenti del Partito Democratico.
 
Giuseppe Iaria
Giovani Democratico (Partito Democratico)

POLITICA
30 agosto 2008
I giovani incontrano l'on. Pittella

Nella suggestiva cornice del Villaggio del Pino presso Melia di Scilla si è svolto un importante incontro tra una delegazione dei giovani democratici della Calabria e l’On.Gianni Pittella,presidente del Partito Socialista Europeo che, con la collaborazione della “Fondazione Mezzogiorno Europa”sta visitando,munito di camper, tutte le Regioni del Meridione,per capirne al meglio le problematiche,per conoscere il territorio e proseguire un dialogo costante e propositivo principalmente con il mondo dei giovani,il futuro del Partito Democratico.
All’incontro erano presenti l’Avv.Angela Laganà,presidente Provinciale del Partito Democratico e il dott.Michele Pronestì, componente dell’assemblea regionale del Pd in Calabria.
L’On.Gianni Pittella ha si è soffermato sulla necessità di creare una serio confronto tra il mondo dei giovani e le istituzioni,sulla necessità di fare rete,anche attraverso internet,scambiarsi informazioni ed idee per il rilancio della questione meridionale e la risoluzione delle problematiche che vive il Mezzogiorno in Italia.
Si è dimostrato disponibile ad accogliere le eventuali proposte che possano partire a sostegno delle politiche giovanili e dell’Università.
Antonino Castorina,consigliere di Amministrazione della “Mediterranea” e Natale Pensabene,consigliere circoscrizionale del Pd a Gallico,si sono soffermati sulla necessità di valorizzare il nostro territorio,anche e soprattutto con l’aiuto delle istituzioni europee,gli stessi si ripromettono di presentare allo stesso on Gianni Pittella,una volta ultimato,il manifesto di idee,che hanno lanciato circa un mese fa e che grande consenso sta riscuotendo,un manifesto programmatico che racchiuda,aspirazioni,proposte e idee,di una grossa fetta dei giovani democratici della Calabria e che è rivolto a tutti i rappresentanti istituzionali del PD.


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POLITICA
31 luglio 2008
PROPOSTA DI STATUTO REGIONALE DEL PD CALABRIA

Risulta essere di fondamentale importanza, al fine di poter strutturare al meglio il  partito in maniera organica e presente su tutto il territorio, l’approvazione, prima in sede di commissione e successivamente in seduta plenaria, dello statuto del Partito Democratico.
Siamo certi che una volta stabilite “le regole”, proprio con lo statuto, nella maniera più repentina possibile si avvierà la fase più importante dalla nascita del partito ad oggi: la costituzione dei circoli territoriali e del movimento giovanile a tutti i livelli.
Diversi giovani, provenienti da eseperienze partititiche diverse, ma anche dal mondo dell’associazionismo, del volontariato, della scuola e dell’Università hanno creduto e credono ancora in quello che il Pd vuole rappresentare.
Il PD come recitato dallo statuto, individua nei giovani un valore irrinunciabile e favorisce e sostiene la partecipazione degli stessi; ragion per cui si deve proseguire, coinvolgendo quanto più persone possibili, la fase  organizzativa del movimento giovanile che deve mantenere, proprio come recitato dalla carta statutaria una  “reale” autonomia organizzativa.
Siamo certi che il manifesto di idee che, giorno dopo giorno, iniziativa dopo iniziativa, stiamo costruendo,insieme a tanti amici democratici, possa racchiudere un “sentimento comune” di una grossa fetta dei giovani democratici calabresi, per un Partito realmente giovane e innovativo che abbia un contatto diretto con la cittadinanza e che in conseguenza di ciò possa avere un importante rappresentatività basata su capacità e consenso.  

La Proposta statuto definitivo.pdf è scaricabile seguendo il link. Di seguito pubblichiamo l'articolo 29 della proposta di statuto, recante informazioni e direttive per la creazione del giovanile del Partito Democratico. 

Antonino Castorina
Consigliere di Amministrazione Ardis “Università Mediterranea”
Giovani Partito Democratico (circolo I Care per il Partito Democratico)

Marco Cuzzocrea
Giovane Volontario PD Reggio Calabria



Articolo 29

Partecipazione dei giovani, organizzazione e Carta di cittadinanza:

1. Il Partito democratico della Calabria riconosce nella partecipazione dei
giovani un valore irrinunciabile all’attività ed all’iniziativa politica del Partito
stesso, ed in tal senso opera affinché tale partecipazione sia favorita e
sostenuta dalla intera organizzazione del Partito.

2. Il Partito democratico della Calabria istituisce al proprio interno, con le
modalità previste dallo Statuto nazionale del PD e dalla Carta di cittadinanza
una organizzazione giovanile, dotata di un proprio Statuto e di propri
organismi dirigenti. Ad essa è riconosciuta autonomia organizzativa, di
proposta e di iniziativa politica ed é presente ad ogni livello territoriale.

3. Alla organizzazione giovanile possono aderire i giovani e le giovani di età
compresa tre i 16 e i 29 anni.

4. L’organizzazione giovanile, contribuisce al radicamento sul territorio del
Partito democratico attraverso l’iniziativa politica, promuove in collaborazione
con il Partito percorsi di formazione rivolti ai singoli iscritti, ai gruppi dirigenti
ed agli amministratori; può sperimentare nuove forme per l’organizzazione e
la comunicazione politica del Partito; promuove e sostiene il coordinamento
dei giovani eletti del Partito democratico.

5. L’organizzazione giovanile ha il diritto ed il dovere di concorrere ai processi
decisionali e di elaborazione politica del Partito. A tal fine, é presente con
propri rappresentanti nelle assemblee elettive e nei luoghi di direzione del
Partito ad ogni livello. Il Segretario dell’organizzazione giovanile é inoltre
membro di diritto, senza diritto di voto, dell’Esecutivo del Partito al livello
corrispondente.

6. Il Partito democratico della Calabria garantisce spazi, strumenti e risorse
finanziarie per le attività dell’organizzazione giovanile, anche attraverso la
promozione all’interno delle amministrazioni locali di consulte giovanili; la
stessa organizzazione può inoltre portare avanti forme di autofinanziamento
e dotarsi di un proprio autonomo bilancio.

7. L’iscrizione all’organizzazione giovanile comporta l’automatica iscrizione al
Partito nel circolo territoriale di residenza. L’organizzazione giovanile può
inoltre sperimentare forme di adesione che non comportino l’iscrizione al
Partito, attraverso l’adozione di uno specifico regolamento da parte della sua
Assemblea Regionale o delle Direzioni territoriali. È garantita la possibilità di
adesione all’organizzazione giovanile presso tutti i circoli del Partito
democratico della Calabria.

8. L’organizzazione giovanile può, a livello regionale e provinciale,
sperimentare forme di adesione con progetti unitari, patti federativi e
protocolli d’intesa con gruppi, movimenti e associazioni tramite un proprio
regolamento.


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permalink | inviato da marko.82 il 31/7/2008 alle 11:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
SOCIETA'
30 luglio 2008
Quando la politica è incapace di ascoltare

Quando gli impegni che il Governo Berlusconi II aveva assunto con il Cow Boy Bush valgono più delle necessità e delle esigenze dei cittadini, succede che il nostro territorio non ci appartiene più.
Espropriato lentamente e silenziosamente, siamo costretti ad accettare scelte dettate da una politica di corto respiro, e diventiamo spettatori arrabbiati ma soli di fronte all'irruenza delle istituzioni, oramai incapaci di acoltare i bisogni dei cittadini.
Questo preambolo è doveroso, come è doverosa la vicinanza ai vicentini (la maggioranza, in luce di alcune recenti avvenimenti), che non vogliono sacrificare all'imperialismo americano i loro terreni più belli.
Quindi anche qui dal profondo della Calabria, credo di poter a gran voce no alla nuova base americana al DAL MOLIN.
Giovani democratici di vicentini vi siamo vicini anche se a km di distanza, battaglie come queste per difendere il notro territorio di fronte a scelte politiche non si possono fermare.

Gli ultimi sviluppi, ed un pò di documentazione, li trovate all'indirizzo:
http://www.gdvi.it/2008/07/29/consiglio-di-stato-avanti-con-i-lavori-al-dal-molin/

Pubblico uno stralcio del loro intervento che potete leggere integralmente seguendo il link sovrastante.

"Quello che temevamo si è puntualmente verificato. Il Consiglio di Stato ha bocciato la sentenza del TAR del Veneto che il 18 giugno scorso aveva bloccato i lavori di costruzione della nuova base al Dal Molin. Il tribunale d’appello della giustizia amministrativa ha infatti accolto il ricorso della Presidenza del Consiglio e del Ministero della Difesa contro la decisione del TAR del Veneto. ”Il consenso prestato dal governo italiano all’ampliamento dell’insediamento militare americano all’interno dell’Aeroporto Dal Molin è un atto politico, come tale insindacabile dal giudice amministrativo.”
Aspettiamo ottobre, quindi. E anche se la consultazione non può influire su una “decisione politica”, i vicentini qualcuno li dovrà pur ascoltare. In fondo, conviene anche agli americani."

Marco Cuzzocrea
Giovani volontari PD Reggio Calabria

POLITICA
27 luglio 2008
I Fermenti Reggini incontrano l'on. Giachetti e l'on. Madia

Importante incontro si è svolto, nella suggestiva cornice del Lido Calayunco di Reggio Calabria, sul lungo mare Italo Falcomatà,tra i giovani del Partito Democratico Calabrese e i deputati On. Roberto Giachetti e l’On. Marianna Madia.
Presenti all’iniziativa, i tanti i vertici del partito locale, dal presidente dell’assemblea provinciale del Pd Avv. Angela Laganà, all’assessore regionale al bilancio della regione Calabria On. Demetrio Naccari Carlizzi a vari amministratori locali come Seby Romeo consigliere comunale PD nel comune capoluogo di Reggio Calabria e il dott.Frank Benedetto vice presidente del civico consesso, tutti accorsi in massa per l’iniziativa del costituendo movimento giovanile del Pd reggino e che hanno dato il proprio contributo alla discussione sul futuro del Partito Democratico.
Il dibattito, molto partecipato, che si è svolto in un format aperto allo discussione, è stato introdotto da Antonino Castorina, consigliere di Amministrazione dell’Università Mediterranea, del circolo Rutelliano I Care, lo stesso si è soffermato sulla necessità di lanciare un manifesto di idee,che possa essere poi recepito e ascoltato dalla classe dirigente locale e inviato successivamente alla segreteria regionale prima e nazionale poi,un manifesto itinerante e plurale, riguardante obiettivi e intenti, per cercare di dare il proprio contributo a quello che il Pd deve rappresentare, un manifesto che si possa costruire giorno dopo giorno con iniziative nel territorio e con proposte concrete e che possano essere un reale punto di partenza per tutti i giovani del Partito Democratico.
Dello stesso avviso Natale Pensabene,anche lui dei giovani democratici, Consigliere Circoscrizionale del Pd nella zona di Gallico, il quale si sofferma sulla necessità in Calabria, di costituire i circoli territoriali, ancora oggi, in fase di gestazione, in modo tale da farli diventare veri e propri punti di riferimento per tutta la cittadinanza nelle varie zone della regione.
Interessante è stata la prolusione della giovanissima On. Marianna Madia, eletta nella circoscrizione Lazio, ma di origini Calabresi, come lei stessa afferma, il suo intervento si è incentrato sulla necessità di aprirsi alle nuove generazioni, di creare un movimento che possa intercettare gli umori del paese, con iniziative che possano coinvolgere quante più persone possibili per farle avvicinare al progetto sovrano del Partito Democratico; si discute anche di Università e dei tagli del governo Berlusconi in uno dei settori chiave per il futuro delle nuove generazioni, di un centro-destra molto litigioso che ha priorità diverse rispetto a quelle che sono le esigenze degli Italiani.
A chiudere l’incontro l’On.Roberto Giachetti,alla sua seconda presenza in riva allo stretto,la prima avvenne l’anno precedente, sempre nel periodo estivo, in occasione delle primarie.
L’On .Giachetti infatti, con il suo pulmino democratico girò tutta l’Italia costruendo una rete di giovani Under 30 che anche a Reggio Calabria ha un proprio presidio, la sua presenza l’anno precedente nella Facoltà di Giurisprudenza creò molto scalpore in quanto il giorno dopo, l’aula delle associazioni studentesche che aveva ospitato l’iniziativa, venne revocata con ordinanza dell’allora preside di Facoltà.
La mia presenza è il continuum di un percorso iniziato da tempo-afferma Giachetti- attraverso l’associazione Carpe Dem e attraverso Formazione in corso, che tanto successo ha riscosso tanto a destra quanto a sinistra; a partire da settembre avvieremo-dichiara il parlamentare romano-una serie di incontri itineranti in tutta  Italia, per cercare di capire le istanze del territorio, i loro bisogni e cercare di dare delle risposte concrete.
Vediamo con piacere che in Calabria esistono dei fermenti sani,puri con tanta voglia di fare, la situazione nazionale vede un dominus incontrastato che ha come priorità della sua agenda politica, la risoluzione dei propri interessi personali, ci si deve organizzare per ripartire da quelle forze nuove per rilanciare e sviluppare il progetto del Partito Democratico, per fare ripartire l’Italia per dare il giusto spazio alle nuove generazioni.
Così parlò Giachetti e così a distanza di un anno l’esperienza del pulmino democratico continua.

I Fermenti Reggini

POLITICA
11 luglio 2008
La lunga inerzia del PD

La vita politica italiana degli ultimi mesi doveva prendere una piega differente.
La perdita di potere d’acquisto dei salari delle famiglie, il calo della produzione industriale, la crescente inflazione, il problema della spazzatura campana, il caso Alitalia e la perdita di competitività del nostro Paese in tutte le classifiche ufficiali sarebbero dovuti essere il banco di prova di questo governo. Dovevano essere le tematiche con cui maggioranza e opposizioni si sarebbero dovute confrontare, nella ricerca della formula più idonea per liberarsi dei pesi che rallentano il nostro cammino. Ma la politica ci ha insegnato negli ultimi anni, che non sempre i problemi reali del Paese sono una tematica degna di essere affrontata con urgenza.
Come previsto dai più, i primi provvedimenti del nuovo governo sono stati indirizzati  verso tutt’altra direzione, ponendo come fulcro una demagogia che ha spinto a togliere la tassa federalista dell’ICI al 60% delle abitazioni più costose non inserite all’interno dei tagli del governo Prodi, bilanciata da una riduzione degli investimenti in infrastrutture nelle regioni che hanno il gap infrastrutturale più accentuato.
Si è fatta demagogia ponendo la sicurezza al primo punto istituendo il reato di clandestinità da una parte, e dall’altra sospendendo circa 100.000 processi con la norma sospendi processi, come dichiarato dall’Associazione Nazionale Magistrati. Si è tentato di far passare l’idea che tali processi sospesi riguardassero processi per reati lontani dalla quotidianità degli italiani, omettendo di affermare venivano sospesi i processi per reati come il sequestro di persona, l'estorsione, la rapina, lo stupro, l'associazione per delinquere, le frodi fiscali, la corruzione, l'abuso d'ufficio, l'immigrazione clandestina, la detenzione di materiale pedopornografico, le molestie e maltrattamenti in famiglia, gli omicidi colposi per colpa medica o a seguito di incidenti stradali, il traffico di rifiuti.
Una delle tante contraddizioni esistono nel voler da una parte mostrarsi come forza dura nei confronti della repressione dei reati, e dall’altra parte di nascosto sospendere i processi per reati diffusi e socialmente pericolosi.
Non soddisfatto il nuovo Governo, si è imbarcato nel progetto del disegno di legge per eliminare le intercettazioni o perlomeno limitarle a reati di estrema gravità quali mafia e terrorismo, sottraendo ai pm uno strumento come quello delle intercettazioni, che da sempre ha permesso di fermare molti crimini.
Tutti questi strappi hanno messo in subbuglio la base del Partito Democratico, mentre il suo leader portava avanti un’opposizione non convenzionale, un opposizione che si chiudeva ai banchi del parlamento minacciando la rottura di un dialogo che la controparte non ha mai realmente cercato.

Il governo deciso a buttare altra benzina sul fuoco, nei primi giorni del mese nella figura del Ministro Alfano, che senza remore posso affermare tra i peggiori ministri della storia repubblicana, relegato all’unico compito di  dar voce ai desideri del Presidente del Consiglio, preparava il provvedimento di una forza negativa tale da distruggere l’impianto dei diritti che la costituzione ha garantito. Parlo ovviamente del lodo Alfano, una legge ordinaria, studiata unicamente per fermare i processi a carico del premier, rendendo lui e altre tre cariche istituzionali immuni a procedimenti giudiziari.
L’immunità, anche se limitata nel tempo, è uno strappo gravissimo ai principi di eguaglianza formale stabiliti nell’art. 3 della nostra costituzione. Si cerca con una legge ordinaria di cambiare i principi del dettato costituzionale, quindi non ci resta che aspettare la Corte Costituzionale, ultimo baluardo a difesa della nostra Carta costituzionale che si pronunci. Nell’attesa i media nazionali, incapaci di fornire una libera informazione, ci bombardano con notizie varie all’unico scopo di mantenere bassa l’attenzione su quello che sta succedendo nelle stanze del potere.
Il tasto più dolente risulta tuttavia essere il comportamento senza precedenti del Partito Democratico, fermo nelle sue stanze ad occuparsi dei movimenti interni di correnti, ed incapace di fornire un’opposizione forte e decisa come la propria base elettorale richiede. La fuga di voti diventa un’amara realtà e il 4% dei voti perso in pochissimi mesi, potrebbe essere la pioggerellina anticipatrice di un diluvio di ampie proporzioni.
Un cambio di rotta è necessario ed è ora di iniziare con una presa di coscienza dell’impossibilità di dialogo, un supporto reale a tutti quei consiglieri e militanti che nelle città continuano lavorare senza reali indicazioni nazionali, un processo di creazione e di radicamento sul territorio senza doversi perdere in regolamenti e cavilli.  Questi potrebbero essere i primi passi di un partito deciso a non implodere perché troppo focalizzato sulle proprie contraddizioni e debolezze, fino al punto di non vedere le proprie potenzialità.

Marco Cuzzocrea
Giovane Volontario PD Reggio Calabria 

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